Accessibilità digitale: chi dovrà rispettare i nuovi obblighi dal 28 giugno 2025
4 Gennaio, 2026 | Massimo Impinto
Il 28 giugno 2025 rappresenta una data cruciale per l’accessibilità digitale in Italia e in Europa. Da quel giorno è entrato in vigore l’European Accessibility Act (EAA), la Direttiva UE 2019/882 recepita in Italia con il Decreto Legislativo 82/2022. La normativa estende significativamente la platea di soggetti obbligati a rendere accessibili i propri prodotti e servizi digitali.
Il quadro normativo italiano
In Italia, l’EAA si integra con la normativa già esistente, in particolare con la Legge 4/2004, conosciuta come Legge Stanca, che impone l’obbligo di accessibilità per i siti web, le app e tutti i contenuti digitali forniti da Pubbliche Amministrazioni e aziende private con fatturato superiore ai 500 milioni di euro annui.
La novità principale dell’EAA è l’ampliamento del perimetro: dal 28 giugno 2025, l’obbligo di accessibilità digitale si estende a tutte le piccole e medie imprese con fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro e/o più di 10 dipendenti che offrono prodotti e servizi digitali ai consumatori.
Chi deve rispettare l’obbligo
Pubbliche Amministrazioni: siti web, app e servizi digitali di enti pubblici come Comuni, Regioni, Ministeri, scuole e università devono essere accessibili, come già previsto dalla Direttiva UE 2016/2102.
Settore sanitario: ospedali, ASL, cliniche e altri enti sanitari sono tenuti a garantire che i portali web, i sistemi di prenotazione e i servizi online siano fruibili anche da persone con disabilità.
E-commerce e servizi online: tutti i siti e le app che vendono prodotti o offrono servizi digitali devono essere accessibili, inclusi marketplace, piattaforme di prenotazione, portali per il food delivery, servizi di streaming e cloud computing.
Banche e servizi finanziari: gli istituti di credito, le banche online e i servizi di pagamento devono garantire un’esperienza senza barriere per chi utilizza home banking, bancomat e terminali di pagamento.
Produttori di hardware e software: tutti i produttori devono conformarsi all’EAA, assicurandosi che smartphone, PC, e-reader, sistemi operativi e applicazioni siano accessibili.
Fornitori della PA: le aziende che realizzano software, siti web o piattaforme per la Pubblica Amministrazione devono rispettare i requisiti dell’EAA, indipendentemente da dimensioni o forma giuridica.
Servizi di media audiovisivi: la normativa si applica a piattaforme video, app televisive, guide elettroniche ai programmi e sistemi di sottotitoli e audiodescrizioni.
Chi è escluso
Le microimprese, definite come imprese che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro, sono esentate dagli obblighi. Tuttavia, anche per queste realtà l’adozione di buone pratiche di accessibilità rimane consigliata.
Cosa si applica
Le Linee Guida AgID si applicano a siti web e app mobile, servizi bancari, e-commerce, e-book, terminali self-service come bancomat e biglietterie automatiche, dispositivi hardware e software con interfaccia utente come smartphone, tablet e PC, e documenti elettronici come i PDF accessibili.
Le sanzioni previste
Il mancato rispetto della normativa comporta conseguenze significative. Chi non rispetta gli obblighi di accessibilità può incorrere in sanzioni da 2.500 a 40.000 euro, in base alla gravità della non conformità e al numero di utenti o servizi coinvolti.
Per le aziende già soggette alla Legge Stanca, le sanzioni possono arrivare fino al 5% del fatturato annuo. Oltre alle sanzioni pecuniarie, le imprese rischiano anche il mancato accesso a bandi pubblici o finanziamenti europei.
Standard tecnici di riferimento
Per essere conformi, i siti web e le applicazioni devono rispettare le linee guida WCAG 2.1 livello AA e la norma EN 301 549. La Commissione Europea ha dichiarato che i widget “tuttofare” non sono strumenti sufficienti né conformi alla normativa, poiché non risolvono problemi strutturali di codice né garantiscono accessibilità reale per tutte le disabilità.
Regime transitorio
La direttiva si applica solo ai prodotti o servizi immessi sul mercato o forniti ai consumatori dopo il 28 giugno 2025. I servizi già forniti prima di questa data dovranno essere adeguati entro il 28 giugno 2030, salvo modifiche sostanziali che comportino l’obbligo immediato di conformità.
Perché l’accessibilità conviene
Al di là dell’obbligo normativo, il 16% della popolazione mondiale, pari a 1,3 miliardi di persone, ha oggi qualche tipo di disabilità; in Europa sono 101 milioni (il 27% della popolazione), mentre in Italia è il 22%, quasi 13 milioni di cittadini. Un sito accessibile permette di raggiungere questo pubblico, migliorando al contempo l’esperienza utente per tutti e il posizionamento sui motori di ricerca.