Team
Chi siamo
Prima c’era la carta. Poi il pixel. Ora, il futuro.
Siamo nati con la matita in mano, quando il design si faceva su carta e le scelte cromatiche si valutavano sotto la luce del sole. Dai provini colore stampati e ritagliati, dalle notti passate a cercare la sfumatura giusta. Trent’anni fa il design era un mestiere lento, tattile, paziente.
Dalla grafica tradizionale siamo passati al web, portando con noi ciò che conta davvero: l’attenzione per l’utente, la cura del dettaglio, la consapevolezza che ogni colore comunica, ogni spazio respira, ogni interfaccia deve funzionare per tutti.
Quello che ci guida
Crediamo che un’interfaccia debba essere capita, non spiegata. Che l’accessibilità non sia un optional ma un diritto. Che i colori parlino prima delle parole. Che la bellezza senza funzione sia solo decorazione.
E l’intelligenza artificiale?
Qualcuno pensava che ci avrebbe sostituiti. Noi l’abbiamo messa al lavoro. Oggi progettiamo più velocemente, sperimentiamo di più, osiamo quello che prima richiedeva settimane. La macchina accelera. L’occhio umano decide.
Siamo in quattro.
Diversi per competenze, uniti da un modo comune di intendere il design: funzionale, accessibile, bello. Lavoriamo insieme da anni, e questo si vede nel risultato.
Il Fondatore: Massimo Impinto
Dall’odore dell’inchiostro al bagliore dello schermo.
Ho iniziato in tipografia, quando i colori si calibravano a mano e la stampa era un atto quasi artigianale. In Canon ho imparato a domare le macchine, a capire come il colore nasce, si trasforma, arriva sulla carta.
Poi sono arrivati le campagne pubblicitarie per videogiochi, i loghi, le identità di marca. Anni a costruire mondi visivi per chi voleva essere riconosciuto, ricordato.
Quando il web ha bussato alla porta, ho capito che non era una minaccia: era un invito. Ho imparato nuovi linguaggi — HTML, CSS, il codice che trasforma le idee in esperienze. Il mio lavoro è passato dalla carta al pixel, ma l’ossessione è rimasta la stessa: comunicare con chiarezza, con bellezza, con rispetto.
Perché l’accessibilità è al centro di tutto
Non l’ho studiata sui libri. L’ho capita guardando amici in difficoltà davanti a uno schermo che non li considerava. Da lì, una certezza: il buon design non esclude nessuno. Mai.
Oggi Studio70 è la sintesi di trent’anni di evoluzione. E il bello è che non è ancora finita.